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Amt, i soldi restano sulla carta e il sindacato avverte: Faisa Cisal pronta alla mobilitazione

La partita sul salvataggio di Amt resta ferma mentre si avvicinano le scadenze decisive. Il Comune chiede che la Regione trasformi finalmente le promesse in atti, e ora anche la Faisa Cisal, alza il livello dello scontro e annuncia che, senza risposte immediate, i lavoratori sono pronti alla lotta più dura

La soluzione continua a essere annunciata, ma non ancora formalizzata. E intanto, attorno ad Azienda mobilità e trasporti, cresce un clima di tensione che non riguarda più soltanto il piano di risanamento dell’azienda, ma anche la tenuta del confronto tra istituzioni e sindacati. Il punto, ormai, è semplice: i 40 milioni promessi dalla Regione Liguria restano un impegno politico dichiarato, ma non si sono ancora trasformati nel passaggio concreto che tutti aspettano, mentre il calendario corre verso appuntamenti che rischiano di diventare decisivi.

A ribadire la gravità del momento è il vicesindaco Alessandro Terrile, che colloca tra la fine di aprile e l’inizio di maggio la finestra in cui andrebbe definito il quadro, pur ricordando che la procedura resta complessa e che il termine davvero pesante è quello del 19 giugno, quando finiranno le tutele legate alla composizione negoziata della crisi. Prima ancora, il 16 aprile, sarà l’assemblea dei soci ad affrontare il nodo delle risorse necessarie al salvataggio, mentre l’esperto Giovanni Mottura, chiamato a seguire il percorso, dovrebbe vedere a Genova sia il Comune sia la Regione. Tutto questo, però, si muove ancora dentro uno scenario sospeso, perché piazza De Ferrari non ha chiarito fino in fondo forma, copertura e strumenti dell’intervento, tra aumento di capitale e altre ipotesi ancora sul tavolo.

È proprio su questa incertezza che si inserisce ora la presa di posizione del sindacato, con toni molto più duri rispetto al passato. In una lettera inviata al presidente Marco Bucci e alla sindaca Silvia Salis, la sigla sottolinea che gli impegni contenuti nei verbali firmati con le organizzazioni sindacali e nelle lettere del 13 febbraio non possono restare sulla carta, ma devono tradursi senza altri rinvii in atti concreti. Il messaggio è netto: mentre la politica e le istituzioni si muovono dentro un confronto sempre più teso, il trasporto pubblico locale e i lavoratori non possono restare ostaggio dello scontro tra enti.

Il sindacato ricorda anche di avere già fatto la propria parte, mettendo a punto un lavoro finalizzato a migliorare l’efficienza interna nel perimetro condiviso con gli enti coinvolti. Secondo quanto viene spiegato, quel documento sarebbe stato concordato e definito, ma mancherebbe ancora la sottoscrizione finale da parte dell’azienda, per ragioni che la stessa organizzazione dice di non conoscere. Da qui nasce il passaggio più politico della lettera: se il fronte sindacale sostiene di avere rispettato gli impegni assunti, adesso tocca alle istituzioni fare altrettanto.

Il salto di tono arriva nella parte conclusiva del documento, dove la Federazione autonoma italiana sindacale degli autoferrotranvieri avverte che il mancato rispetto di quanto concordato porterà inevitabilmente a una mobilitazione dei lavoratori. Non viene ancora indicato un calendario di iniziative, ma il senso è chiarissimo: la pazienza è finita e il rischio di una protesta entra ufficialmente nello scenario della crisi. Una minaccia tutt’altro che simbolica, perché lega la difesa dei diritti dei dipendenti alla qualità e persino alla sopravvivenza del servizio pubblico offerto ai cittadini.

Così la vicenda di Azienda mobilità e trasporti entra in una fase ancora più delicata. Da un lato c’è un Comune che spinge perché la Regione renda effettivo l’impegno economico annunciato, dall’altro c’è un sindacato che smette di aspettare e mette nero su bianco la disponibilità alla mobilitazione. In mezzo restano le scadenze, i verbali sottoscritti, le lettere già inviate e una domanda che continua a pesare più di tutte: quando i soldi promessi diventeranno finalmente una decisione concreta.


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